Articolo taggato “World Social Forum”

La coda…

                            di Giovanni Gonella

Continuo a presentarvi i miei appunti inerenti al viaggio in Kenya in occasione del World Social Forum 2007 di Nairobi e della missione a Marimanti per l’inaugurazione dell’acquedotto di Color Ong. Il tutto cercando di riportare quanto è successo il più fedelmente possibile. Forse qualche episodio non è citato nella sua sequenza temporale corretta, ma è in ogni modo veramente accaduto. L’appuntamento ogni martedì è su questo blog. 1 Febbraio 2007 Gatunga-Meru-Nairobi E siamo nella coda, quasi mi ero dimenticato che qui a Nairobi c’è la coda, quel serpente d’auto, autobus, camion e pedoni che si snoda per le strade. Arriviamo a casa degli zii: i bambini sono ancora a scuola come Germano. Ad accoglierci c’è la zia Rachele che ci saluta calorosamente. Al momento del congedo arriva anche Germano che ci informa della sua giornata speciale: gli hanno dato una linea telefonica fissa, perciò potrà collegarsi ad Internet e di conseguenza avere una casella di posta dalla quale promette di scriverci. Ci invita a tornare a trovarli in un prossimo nostro viaggio, e questa volta in forma gratuita. Salutiamo e ci facciamo accompagnare presso la Consolata dove alloggeremo per questa notte. Una volta arrivati ci danno le chiavi della nostra stanza, salutiamo i nostri amici dandogli l’appuntamento per la sera a cena. Entrato in camera ho modo di guardarmi allo specchio, non lo avevo ancora fatto: con tutta la polvere rossa che ho addosso mi sembra d’essere uno dei guerrieri di terracotta cinese tornato in vita. Mi ci vorrà una doccia lunghissima per togliermi di dosso tutta quella terra, e la puzza del viaggio. E’ quasi sera, quando scendiamo in strada ad aspettare Chris e Nicholas che anzi sono già arrivati. Chiediamo dove possiamo andare a mangiare, escludendo locali come quello dove non li  farebbero entrare vicino al Kasarani. Nicholas col suo solito fare ci dice “no problem” e facendo un lungo giro con la macchina, per via di sensi unici, ci porta presso un locale chiamato “Iguana”, al primo piano di uno stabile, dove ci fanno accomodare ad un tavolo sul terrazzo. Da qui possiamo osservare il panorama notturno della Consolata, perché non abbiamo fatto altro che attraversare la strada. Ci facciamo portare da bere, per noi della birra rigorosamente fresca, mentre loro la solita malta Guinness calda, o perlomeno, a temperatura ambiente. Per cena le polpettine piccanti già prese altre volte, la tilapia per noi e del pollo per loro, verdure cotte di contorno. Passiamo una bella serata insieme chiacchierando del più e del meno fino a che decidiamo di andare a riposare. Ci auguriamo la buona notte fissandoci l’appuntamento per la mattina seguente. (73. Continua)

Comments Nessun commento »

La coppia delle oche

                                                      di Giovanni Gonella

Continuo a presentarvi i miei appunti inerenti al viaggio in Kenya in occasione del World Social Forum 2007 di Nairobi e della missione a Marimanti per l’inaugurazione dell’acquedotto di Color Ong. Il tutto cercando di riportare quanto è successo il più fedelmente possibile. Forse qualche episodio non è citato nella sua sequenza temporale corretta, ma è in ogni modo veramente accaduto. L’appuntamento ogni martedì è su questo blog. 1 Febbraio 2007 Gatunga-Meru-NairobSveglia come il solito intorno alle 7. Sistemato i bagagli facciamo colazione, quindi passiamo a salutare le suore del Cottolengo che hanno casa lì vicino: sono loro che gestiscono il dispensario e cercano di fare anche da consultorio per le famiglie. C’è ancora il tempo per fotografare alla coppia d’oche che vivono nell’aia: il maschio è gelosissimo e appena ti avvicini alla femmina ti corre incontro starnazzando, cercando di farti allontanare, cosa che fai per non essere beccato.  Alle 8:30 partiamo, abbiamo appuntamento nella piazza di Marimanti con Chris. Lo aspettiamo qualche minuto perché è andato a comprare alcune cose che dovremmo portare ad Orbassano, da distribuire a Romina, Pive, Max e Gabriele da parte sua. Ripartiamo e oggi mi sembra che la strada sia più polverosa dell’altro giorno, ad ogni passaggio d’auto si alza una nuvola e in questa nuvola vive il popolo che cammina, quelli che vanno ai mercati, quelli che vanno al lavoro, quelli che vanno a scuola, quelli che vanno non si sa dove, ma vanno. Dopo un paio d’ore arriviamo a Meru, ci rechiamo presso la diocesi per salutare Enrico e kerimi, e tutti i cooperanti dell’LVIA, quindi ci facciamo accompagnare alla stazione dei matatu.

Troviamo quello che ha destinazione Nairobi, aspettiamo che arrivino altre persone per occupare tutti i posti, dopodichè si parte. Carlo è seduto vicino all’autista, mentre io sono in seconda fila, nel sedile centrale tra un uomo e una donna, Chris ha trovato posto nel sedile posteriore. Prima di partire l’autista espone sul cruscotto la fotografia che ritrae, penso, suo padre poi si chiudono le porte e via. E da questo momento che inizia l’odore, anzi altro che odore, la puzza, la puzza d’orina che il mio vicino emana. Non c’è un filo d’aria ed è a dir poco nauseante: tra un dosso, un posto di blocco ed un rifornimento di benzina, dopo 4 ore arriviamo a Nairobi. Nella piazza parcheggio dei matatu mi viene quasi da respirare a pieni polmoni l’aria inquinata della metropoli che a confronto di quanto respirato all’interno dell’auto sembra pura come quella di montagna. Chris intanto aveva già contattato Nicholas che troviamo ad aspettarci. Prendiamo i nostri bagagli e li sistemiamo sulla sua vettura. Prima di partire però ci consegna le famose bandiere del Kenya che ci aveva promesso, dicendoci che erano da parte di Maria, la sua ragazza. Ringraziamo e partiamo con destinazione la casa degli zii di Chris per ritirare il bagaglio che avevamo lasciato. (72. Continua)

Comments Nessun commento »

Il vino di Meru…

                                           di Giovanni Gonella

Continuo a presentarvi i miei appunti inerenti al viaggio in Kenya in occasione del World Social Forum 2007 di Nairobi e della missione a Marimanti per l’inaugurazione dell’acquedotto di Color Ong. Il tutto cercando di riportare quanto è successo il più fedelmente possibile. Forse qualche episodio non è citato nella sua sequenza temporale corretta, ma è in ogni modo veramente accaduto. L’appuntamento ogni martedì è su questo blog. 31 Gennaio 2007 Gatunga Terminato il nostro giro sentiamo la campanella che ci chiama per il pranzo: arrivati in refettorio troviamo altri ospiti. Uno è don Bartolomeo, un parroco d’Ancona che in passato ha lavorato per questa missione ed ha organizzato campi di lavoro per ragazzi desiderosi di fare un’esperienza di vita diversa, e tre suoi amici. Questo prete è un uomo enorme e si può capire da come mangia: per fortuna non c’è George a vedere perché con quello che si consuma lui sarebbe andato avanti almeno tre giorni. Carlo si ricorda di questo prete, anche se personalmente non lo ha mai conosciuto, perché è stato quello che ha organizzato il primo viaggio di Fabio e Cristina qui in Africa, ancora con Padre Peppino. Terminato il pranzo questi ospiti se ne vanno. Noi ci rechiamo al gazebo per cercare il fresco, tra l’altro è ritornato il sole, e un po’ di tranquillità: posiamo i cellulari sulla loro altalena e ci dedichiamo alla lettura. Termino il libro, ne inizio un altro che leggerò quasi tutto in un fiato, qualche fotografia alla struttura aspettando la sera e il ritorno dei padri da Meru. Quando è quasi ora di cena padre George e padre Fabio fanno ritorno: ci raccontano della loro giornata con il Vescovo, ci fanno sapere che anche in diocesi sono molto contenti della realizzazione dell’acquedotto e che è stato fatto un servizio in un notiziario. Noi gli raccontiamo della nostra giornata e della visita di don Bartolomeo. Padre George per festeggiare la conclusione positiva della nostra visita va a prendere nella sua cantina due bottiglie di vino prodotto a Meru: sembra persino che le patate e le carote abbiano un altro sapore. Poi ci offre a conclusione della cena un bicchierino della grappa avuta in dono da Carlo e ci dice che più del contenuto gli sono piaciute particolarmente le bottiglie. Queste sono due grosse ampolle che utilizzerà per la Messa in occasione dei matrimoni: essendo la gente molto legata ai simboli, le due bottiglie così fatte sono l’ideale per le cerimonie importanti. Così gli diamo una mano a svuotarle.

Ci congediamo e torniamo in camera per preparare i bagagli in vista del nostro ritorno a Nairobi. Quando George si reca nel suo ufficio andiamo a salutarlo e gli portiamo le confezioni di maglie da distribuire ai ragazzi della Missione, le medicine che siamo riusciti a procurarci prima della partenza dall’Italia, i vestiti avuti in dono da Pierino e del denaro per coprire le spese del nostro soggiorno. Lui ci fa vedere un registro sul quale annota tutte le spese che sta affrontando per il progetto della scuola e poi l’elenco dei ragazzi iscritti e le borse di studio che ha predisposto per i più meritevoli: a chi supera gli esami con una buona valutazione lui corrisponde le tasse scolastiche. Lo salutiamo e gli auguriamo la buona notte.  Sono già a letto, quando sento bussare alla porta della stanza: è George che mi porta in dono una sciarpa colombiana, della sua terra, un anello d’acciaio con dei rilievi per me e un altro con un crocefisso, sempre di fattura colombiana, da portare a Lucia da parte sua.  Lo ringrazio, si congeda ed io torno a letto: anche per oggi la giornata è terminata. (71. Continua)

Comments Nessun commento »

Nuove costruzioni

                                                  di Giovanni Gonella

Continuo a presentarvi i miei appunti inerenti al viaggio in Kenya in occasione del World Social Forum 2007 di Nairobi e della missione a Marimanti per l’inaugurazione dell’acquedotto di Color Ong. Il tutto cercando di riportare quanto è successo il più fedelmente possibile. Forse qualche episodio non è citato nella sua sequenza temporale corretta, ma è in ogni modo veramente accaduto. L’appuntamento ogni martedì è su questo blog. 31 Gennaio 2007 Gatunga C’è nuovamente il sole; lungo la strada attraversiamo un fiume dal quale, stando al nostro progetto, potremo pompare l’acqua per la scuola d’agricoltura che abbiamo intenzione di realizzare. Arrivati, iniziamo a girare tra i locali in ristrutturazione. George ha già acquistato le piastrelle e i sanitari nuovi, tazze e piatti doccia, poi le porte; alcuni operai stanno lavorando al rifacimento del pavimento e al ripristino degli infissi. Il locale è di proprietà della missione e una volta ristrutturato sarà il primo ad entrare in funzione come laboratorio di taglio e cucito: la settimana che viene saranno acquistate le macchine per cucire in modo da poter iniziare per Pasqua con i primi corsi. Poco distante c’è una struttura costruita da un’O.N.G. canadese: l’idea è quella di fare uno scambio con loro, vale a dire che noi costruiremo vicino alla scuola primaria che loro gestiscono un nuovo capannone e loro ci danno questo che, essendo vicino a quello ristrutturato, sarà il nostro secondo laboratorio. In seguito ne dovremo costruire altri tre. La nostra scuola per formatori sarà per sarte, falegnami e muratori, di carpenteria metallica e agricoltura, la gente del posto non dovrà più recarsi a Meru per trovare un artigiano. Continuando nel nostro giro di ricognizione incontriamo due donne intente a pulire i fagioli raccolti, poi possiamo ammirare una “stella di Natale” e il cortile con due strutture che potranno essere utilizzate come anfiteatro per lezioni all’aperto e cucina/refettorio. Terminato il nostro giro sentiamo la campanella che ci chiama per il pranzo: arrivati in refettorio troviamo altri ospiti… (70. Continua)

Comments Nessun commento »

Un mattina al mercato

                                                            di Giovanni Gonella

Continuo a presentarvi i miei appunti inerenti al viaggio in Kenya in occasione del World Social Forum 2007 di Nairobi e della missione a Marimanti per l’inaugurazione dell’acquedotto di Color Ong. Il tutto cercando di riportare quanto è successo il più fedelmente possibile. Forse qualche episodio non è citato nella sua sequenza temporale corretta, ma è in ogni modo veramente accaduto. L’appuntamento ogni martedì è su questo blog. 31 Gennaio 2007 Gatunga Ultimo giorno alla Missione: padre George e padre Fabio si devono recare a Meru per un seminario col Vescovo insieme a tutti i preti della diocesi. Noi invece dobbiamo sfruttare la giornata cercando di fare un reportage sui locali in via di ristrutturazione per la scuola, verificare lo stato d’avanzamento dei lavori e individuare dove si potranno costruire quelli nuovi. La giornata, al momento, non è delle più limpide: il cielo è coperto e sembra che debba piovere da un momento all’altro. Fatta colazione decidiamo di andare a fare una passeggiata e di scendere fino a Gatunga dove oggi si fa il mercato. E’ tornato Washington con i suoi prodotti: Cesare avrebbe intenzione di acquistare qualcosa e lascia a Carletto l’onere della trattativa. Quest’ultimo, forse a ragione, stabilisce che il prezzo richiesto è troppo elevato e, anche con male parole, costringe il malcapitato a ritirare la sua merce: per questa volta Cesare non dovrà acquistare nulla. Personalmente non ho trovato molto giusto questo suo accanimento, Washington n’è uscito umiliato più che offeso da quanto ha sentito. Poiché a me il prezzo concordato già ieri sera andava bene acquisto ancora dei batik e mi sembra che il poveruomo me ne sia grato, non fosse altro per il rispetto che nutro nei suoi confronti. Conclusa questa trattativa partiamo per Gatunga. La strada è già affollata di gente, molti a piedi e molti in bicicletta; ogni tanto bisogna spostarsi per il sopraggiungere di Land Rover adibiti a matatu carichi di persone e cose fino all’inverosimile. Essendo ancora presto il mercato non è ancora attivo, i “commerciati” stanno prendendo posto sui banchi, altri invece dispongono i loro articoli in terra. Arrivano i falegnami a scegliere il legno migliore per costruire i loro mobili (?) e ciclisti improvvisati provvedono alle riparazioni delle grosse biciclette, di provenienza indiana, di cui il Tharaka è pieno. Visitato il mercato torniamo alla missione. (69. Continua)

Comments Nessun commento »

—-

I cappelli italiani…

                                                 di Giovanni Gonella

Continuo a presentarvi i miei appunti inerenti al viaggio in Kenya in occasione del World Social Forum 2007 di Nairobi e della missione a Marimanti per l’inaugurazione dell’acquedotto di Color Ong. Il tutto cercando di riportare quanto è successo il più fedelmente possibile. Forse qualche episodio non è citato nella sua sequenza temporale corretta, ma è in ogni modo veramente accaduto. L’appuntamento ogni martedì è su questo blog. 30 Gennaio 2007 Gatunga-Marimanti-Gatunga La strada per la missione è lunga, c’è molto più traffico rispetto a questa mattina, l’unica cosa uguale è la fiumana di gente che cammina. Nuovamente quelli che tornano dai mercati, quelli che tornano dal lavoro e nuovamente tanti bambini con le loro divise colorate che tornano da scuola, quelli che non possono permettersi di pernottare nelle strutture e che si fanno decine di Km al giorno con la loro valigia, il bidoncino per l’acqua e un contenitore per un po’ di budino di riso per il pranzo quotidiano. Arrivati a Meru ci fermiamo a fare benzina poi ci dirigiamo verso casa: questa volta proviamo a fare una strada diversa che dovrebbe essere meno battuta. Molta polvere, ma meno traffico. Sembra più breve di quella fatta questa mattina. Quando siamo quasi arrivati scorgiamo un gruppo di ragazzi in bicicletta che ci vengono incontro: sono i catechisti di Padre George, quelli che stanno preparando i catecumeni al Battesimo. Sono tutti contenti perché George gli ha regalato un cappello e lo fanno vedere orgogliosi: sono i cappelli che ho portato dall’Italia e che sono stati quindi distribuiti. Li salutiamo e finalmente rientriamo alla Missione. Il tempo di fare la doccia che suona la campanella per la cena: questa sera riso, patate e carote bollite, un classico. Da bere ci sono delle bibite avanzate da ieri e l’acqua con l’Idrolitina. Si accende il generatore, andiamo a mettere sotto carica le nostre batterie dei cellulari. Padre Fabio ci chiama perché è arrivato Washington, un ragazzo di Gatunga che vende prodotti locali, batik, ebano e ciotole di legno. Concordo il prezzo d’alcuni batik che acquisto per i nostri banchetti a casa. Uno sguardo alla televisione per il telegiornale, qualche parola con George, poi al gazebo per un ultimo SMS, in camera sotto la zanzariera fino a che arriva il sonno al termine di una giornata intensa nella quale ho avuto modo di vedere come vive questa gente e cosa deve fare per assicurare un futuro migliore ai propri figli, cosa un uomo è riuscito a fare per loro con un’idea semplice e quanta gratitudine abbiano per un dono minimo, il cappello, ma dato con il cuore. Il sonno è arrivato prima di riuscire a finire le poche pagine di libro che ancora mi restano. (68. Continua)

Comments Nessun commento »

Lo chalet dell’orso

                                                  di Giovanni Gonella

Continuo a presentarvi i miei appunti inerenti al viaggio in Kenya in occasione del World Social Forum 2007 di Nairobi e della missione a Marimanti per l’inaugurazione dell’acquedotto di Color Ong. Il tutto cercando di riportare quanto è successo il più fedelmente possibile. Forse qualche episodio non è citato nella sua sequenza temporale corretta, ma è in ogni modo veramente accaduto. L’appuntamento ogni martedì è su questo blog. 30 Gennaio 2007 Gatunga-Marimanti-Gatunga Finalmente arriviamo dove abita fratel Argese: siamo in pieno cantiere perché sta costruendo una cattedrale in sostituzione della chiesa vicino a casa sua, il tutto fatto con materiale recuperato in zona, persino la ghiaia per fare il calcestruzzo è ricavata con mazzetta e scalpello da grossi blocchi di pietra. Dietro al cantiere, dove c’è la casa denominata “Chalet dell’orso”, c’è un orto botanico con tutte le piante che uno può immaginare: peschi, albicocchi, piante di fichi d’india e poi meli, peri un orto con pomodori e insalate varie, una vigna con uva da vino, che scopriremo dopo, si produce in loco. Ci fanno entrare, ci offrono caffè, dei formaggi stagionati con del vino per colazione, finché c’invitano ad andare a visitare la foresta pluviale dove Argese ha realizzato il suo acquedotto. Con una ragazza che ci fa da guida ripartiamo. C’inoltriamo su per la montagna dove la vegetazione è più fitta fino a che si arriva all’ingresso dell’acquedotto dove c’è una barra che blocca la strada. Da una casupola escono due sorveglianti che appurato chi siamo ci fanno proseguire. Arriviamo ad una piazzola dove sostiamo: da qui si vede un canale in cemento dove scorre, limpidissima, l’acqua che arriva da un torrente lì vicino. Una bella cascata, un piccolo laghetto e, naturalmente fotografie per ricordare. (66. Continua)

Comments Nessun commento »

L’uomo dell’ananas

                                                  di Giovanni Gonella

—-

Continuo a presentarvi i miei appunti inerenti al viaggio in Kenya in occasione del World Social Forum 2007 di Nairobi e della missione a Marimanti per l’inaugurazione dell’acquedotto di Color Ong. Il tutto cercando di riportare quanto è successo il più fedelmente possibile. Forse qualche episodio non è citato nella sua sequenza temporale corretta, ma è in ogni modo veramente accaduto. L’appuntamento ogni martedì è su questo blog. 30 Gennaio 2007 Gatunga-Marimanti-Gatunga Usciamo dalla città e cominciamo a salire verso le montagne, la nebbia si è diradata e un po’ di sole comincia a fare capolino. C’è molto verde, sembra di essere di nuovo nella Rift Valley. Padre Fabio fa notare che ogni tanto ci sono degli assembramenti di persone che fanno mercato, ma a differenza dei mercati tradizionali, qui vendono solamente balle di ramaglie. Queste ramaglie sono ricche di foglie di Miraa, un eccitante come la foglia di Coca, che deve essere raccolta e spedita entro un giorno al massimo oltre confine, in Etiopia, dove sarà raffinata come droga. Assicurano che a masticarla dia forza ed eccitazione, ma a ben vedere tutti quegli uomini sfatti che “ruminano” in continuazione pare che sia proprio il contrario, come quelli che sniffano la colla. Comunque di queste piante che la producono ce ne sono colline piene. Sempre lungo la strada ho modo di vedere le immense piantagioni d’ananas, gestite dall’uomo Del Monte, con tanto di torrette sulle quali uomini armati controllano che i lavoratori nei campi non portino via niente, neanche un frutto per sfamarsi.Per osservarli meglio ai loro piedi sono fatti portare calzature di colore giallo distinguibili facilmente dal verde delle piantagioni e dal marrone della pelle, confondibile col colore della terra. Retaggio della colonizzazione. Altre colline, invece, sono utilizzate per la coltivazione del the, del quale il Kenya è uno dei massimi produttori mondiali. (65. continua)

Comments Nessun commento »

—-

Solo semplici spettatori…

                                                                 di Giovanni Gonella

Continuo a presentarvi i miei appunti inerenti al viaggio in Kenya in occasione del World Social Forum 2007 di Nairobi e della missione a Marimanti per l’inaugurazione dell’acquedotto di Color Ong. Il tutto cercando di riportare quanto è successo il più fedelmente possibile. Forse qualche episodio non è citato nella sua sequenza temporale corretta, ma è in ogni modo veramente accaduto. L’appuntamento ogni martedì è su questo blog. 30 Gennaio 2007 Gatunga-Marimanti-Gatunga A causa della nebbia ci fermiamo presso il “Villaggio di S.Francesco”, una cittadella missionaria dove sono accolti bambini e ragazzi di strada, gestito da un padre francescano nativo di questi posti. Qui hanno la possibilità di studiare, imparare un mestiere e anche di coltivare la terra per ricavare sia cibo per loro, e pure per venderlo e ricavare qualcosa.  Il padre che lo gestisce ci parla delle grosse difficoltà che ha per la manutenzione della struttura, che adesso avrebbe l’intenzione di aprire anche un orfanotrofio, che oltre alla coltivazione delle patate è riuscito ad avviare un allevamento di maiali in modo da avere carne da mangiare. Nel suo villaggio accoglie anche bambini di fede mussulmana le cui famiglie non hanno nulla da obiettare a riguardo della carne di maiale perché lui gli fa notare che essendo una missione cattolica sono loro che si devono adeguare e non viceversa. C’è, però, un clima triste, sembra che i ragazzi non siano a loro agio in questa struttura che non vedono loro, a differenza di quelli che sono ospiti nell’istituto che gestisce Diego Ottolini a Nairobi. Qui la filosofia è quella che i benefattori arrivano, con quanto hanno raccolto in Italia lavorano e costruiscono di nuovo. Una volta terminati i fondi ritornano a casa: i ragazzi sono solo spettatori e non sono per niente coinvolti, ecco perché sembrano distanti. Visitiamo le stalle, pulitissime, dei maiali, salutiamo e ripartiamo. (64. Continua)

Comments Nessun commento »