Articolo taggato “Social Forum 2007”

La zuppiera e il supermercato

                                                                                     di Giovanni Gonella

Continuo a presentarvi i miei appunti inerenti al viaggio in Kenya in occasione del World Social Forum 2007 di Nairobi e della missione a Marimanti per l’inaugurazione dell’acquedotto di Color Ong. Il tutto cercando di riportare quanto è successo il più fedelmente possibile. Forse qualche episodio non è citato nella sua sequenza temporale corretta, ma è in ogni modo veramente accaduto. L’appuntamento ogni martedì è su questo blog.

25 Gennaio 2007 Nairobi: Finalmente arriviamo all’Uhuru Park, cerchiamo un posto con un poco d’ombra e ci sediamo per riposarci. Sul palco si alternano artisti locali e DJ, ogni tanto qualcuno del comitato organizzatore interviene per piccoli discorsi; arriva anche l’ambasciatore italiano che presenta la viceministro Santinelli, la quale, nel suo discorso, annuncia la cancellazione del debito che il Kenya ha con l’Italia rateizzato in dieci anni, in cambio di un maggior impegno statale alle riforme sociali e allo sviluppo, per il quale si avvierà una nuova fase di cooperazione. Finalmente qualcosa di concreto. Sono quasi le 4 del pomeriggio, quando decidiamo di tornare a casa. Con la solita bacinella e i pochi litri d’acqua disponibili cerchiamo di darci una lavata, togliendoci di dosso la polvere, la puzza di sudore e “l’odore” di cui siamo impregnati. Mentre facciamo questo a turno, cerchiamo di mettere un poco d’ordine nelle nostre cose in vista della partenza di domani. Intanto Chris, che è rimasto sotto, ci chiama e, con un sorriso grande come una casa, ci presenta una zuppiera colma di spaghetti che questa volta ha cucinato in maniera perfetta: sono le 5:30 vuoi non mangiare qualcosa? Così facciamo ed è festa anche per i bambini, nel frattempo rientrati da scuola, per questo pasto fuori programma. Terminato questo piccolo pranzo chiediamo a Nicholas se può portarci presso un grosso centro commerciale, suggeritoci da Ivana, l’amica di Carlo, dove vorremmo acquistare un frullatore da regalare alla zia di Chris. 

Bisogna recarsi nuovamente nei pressi dello stadio per trovare questo supermercato: lungo la strada parliamo di locali per VIP in Nairobi tra i quali il “Carnivorous”, ristorante dove sono serviti piatti di carne d’ogni animale presente nella savana, naturalmente che non si tratti di specie protetta, dove il costo è, per noi, accessibile, in sostanza come un buon ristorante italiano. Chris ci fa vedere un ristorante proprio vicino alla sede del Forum dove ci dice che noi, Carlo ed io, saremmo bene accetti mentre se si presentasse lui all’ingresso chiamerebbero subito la polizia perché per loro è difficile che un locale possa avvicinarsi a luoghi simili: il nostro commento è che se non si può avvicinare lui anche noi lo avremmo eliminato dai nostri itinerari turistici. Una volta arrivati al supermercato parcheggiamo ed entriamo: sembra di essere a casa nostra, poiché è uguale ad un qualsiasi centro commerciale italiano; cartelli che pubblicizzano le offerte speciali, gli sconti della settimana, bar e locali di disimpegno.

Quello che invece lo differenzia è che non c’è gente, praticamente è vuoto perché qui i locali non vengono a comprare viste le loro scarse finanze. Noi giriamo un poco e troviamo quello che fa per noi, un frullatore che può servire anche a fare omogeneizzati più macina caffè, anche il prezzo è accettabile e con la nostra scatola sottobraccio ci rechiamo alle casse.  Visto che siamo ancora in giro ed è relativamente presto, chiediamo ai nostri amici se è possibile andare a vedere dove abitano i “ricchi” di Nairobi in modo da poter fare qualche fotografia da mettere in contrasto con quanto visto fino ad ora. Nicholas ci propone un giro in collina. Qualche problema col traffico che sta aumentando per il rientro a casa e, alla fine arriviamo; sulle colline intorno alla città ci sono piccoli condomini nuovi o ancora in costruzione, ma soprattutto diverse ville con giardino, alte mura di cinta e vigilantes addetti alla sicurezza. Dove c’è miseria è più facile trovare delinquenza, il modo più spicciolo per sopravvivere, rubando a chi ha e, pertanto, non è raro che qualcuno possa essere rapinato davanti al cancello di casa, mentre sta cercando di rientrare. (40. Continua)

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I rifiuti lotizzati

                                             di Giovanni Gonella

Riprendo a presentarvi i miei appunti inerenti al viaggio in Kenya in occasione del World Social Forum 2007 di Nairobi e della missione a Marimanti per l’inaugurazione dell’acquedotto di Color Ong. Il tutto cercando di riportare quanto è successo il più fedelmente possibile. Forse qualche episodio non è citato nella sua sequenza temporale corretta, ma è in ogni modo veramente accaduto. L’appuntamento ogni martedì è su questo blog.

 

25 Gennaio 2007 Nairobi: Attraversiamo un altro Slum che sorge questa volta dentro, e non vicino, ad una discarica: qui ci sono persone che si sono lottizzate una parte di rifiuti e ci stanno scavando alla ricerca di materiale da riciclare tra quello appena trasportato dal camion della raccolta rifiuti. Al confine della discarica c’è una pista d’atterraggio per aerei militari e, mentre stiamo passando un aereo ci passa a pochi metri sopra la testa in fase d’atterraggio. La marcia terminerà all’Uhuru Park dove si terrà la cerimonia di chiusura del W.S.F. Riusciamo in ogni modo ad attraversare anche lo Slum somalo, abitato principalmente da mussulmani: i negozi sono tipici della cultura araba, si vedono i minareti delle moschee, le donne girano per strada con il velo se non addirittura con il burka.

Siamo giunti quasi alla fine della nostra marcia e abbiamo ancora il tempo di attraversare un altro Slum: di questo non ho voluto appositamente fare nessuna fotografia perché ho provato disgusto per come qui vive la gente. Se le case hanno quasi una parvenza umana, sono di muratura e meno fatiscenti delle baracche fino ad ora trovate, la vita si svolge lungo le strade dove ci sono i negozi, gli spazi gioco per i bambine, le chiese e le scuole. Tutto bene non fosse che le strade non sono altro che le fogne, liquame che scorre formando canali e laghi di melma maleodorante che impregna i vestiti, il cibo, gli uomini, l’aria.

Questo non è l’odore di cui ho scritto prima, questa è proprio la puzza della merda nella quale siamo riusciti a far vivere le persone, il motivo che ha fatto chiedere scusa a Giulietto Chiesa a nome nostro, uomini civilizzati, di quanto non siamo capaci di fare per risolvere questi problemi, mentre siamo in gambissima nello spendere i nostri soldi per armamenti oppure a prestarli a queste nazioni del terzo mondo, salvo poi richiederli in restituzione con interessi da capestro.  Comincio ad aver la nausea di tutto ciò e non vedo l’ora di arrivare al parco. Ho ancora modo, in ogni caso di vedere la contraddizione nella quale vive questo popolo: abbandonate le baracche, le discariche e le fogne, è bastato girare l’angolo per trovare i ricchi che anche qui ci sono e che non so quanto abbiano a cuore delle sorti dei loro fratelli. Mentre marciavamo per i poveri, e questi erano contenti che qualcuno s’interessasse della loro condizione, dall’altra parte, in orario d’ufficio, in un giorno lavorativo, c’era chi giocava a golf, in un prato bellissimo, ben tenuto con erba ben rasata e curata, alla faccia dell’acqua che scarseggia. 

Sugli alberi ci sono dei grossi uccelli, dei trampolieri, chiamati in lingua swahili, “karara”, per via del verso che fanno, quando sono in volo: mi vengono in mente i piccioni, e quel che fanno da noi sui nostri monumenti, e mi auguro che almeno questi la facciano sui campi di golf se non sui golfisti.  (39. Continua)

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