Articolo taggato “protestanti”

LA RIFORMA AL CENTRO

L’eredità della Riforma protestante. Un percorso in tre anni per (continua…)

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SAREMO FAMOSI?

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Avete qualcosa di vostro che rinete particolare, qualcosa che appartiene (continua…)

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# BRADIPO REPORTER

Istruzioni ai credenti per…

di Giuseppe Losco
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Cari aspiranti all’infelicità, dopo lunga pratica nell’arte (invero antichissima) di rovinarsi l’esistenza, ho deciso di elargire generosamente anche a voi qualche prezioso consiglio. Dopotutto – è (continua…)

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Interessi personali…

                                                     di Giuseppe Rissone  

Devo ammetterlo, sono stracolmo d’interessi, non quello bancari – esistono ancora? – nemmeno quelli per un proprio tornaconto individuale, economico o di potere. No, i miei interessi è più giusto declinarli in passioni, che sicuramente mi ritornano in “interessi” spirituali, morali, riempiono la mia esigenza di fare qualcosa di creativo. Le mie passioni si espletano e si concretizzano nello scrivere e coordinare questo blog, nell’essere fondatore di un club di tifosi di una piccola squadra di calcio – ma è poi così piccola? – nel condurre – in una con l’amico Giovanni Gonella - trasmissioni radiofoniche , nel realizzare una newsletter per un’emittente radiofonica lombarda, nello svolgere attività di guida all’interno del Tempio Valdese di Torino, nello scrivere articoli per il sito Voci Protestanti. Dite che sono troppe le cose che faccio? Forse avete ragione, però io credo nella partecipazione pratica e attiva a una qualsiasi realtà, fatto, evento, applicazione, che si concreta in vario modo, come desiderio di conoscere, di apprendere, come curiosità e attenzione di fronte a ciò che si vede, si ascolta, si legge, come impegno nello svolgimento di un’attività,. Essendo un curioso di natura, vorrei conoscere i vostri interessi, le vostre passioni, come si dice oggi “mettiamole in rete”, mantenendo le proprie specificità locali e di appartenenza, ma come diceva Alexander Langer –  fondatore dei Verdi in Italia – avendo sempre ben presente l’azione locale e allo stesso tempo il pensiero globale. La mia esperienza oramai trentennale di attività fatte per passione – comprese alcune in ambito lavorativo – mi hanno portato in dote tantissime amicizie, che mi hanno permesso di crescere, di conoscere, evitando di rimanere rinchiuso nel guscio dei propri pensieri e idee.  

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Parliamo di cibo!

                                                riflessione della pastora valdese Janique Perrin

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Poi Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Così Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. E Dio li benedisse e Dio disse loro «Siate fruttiferi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, e dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e sopra ogni essere vivente che si muove sulla terra». E Dio disse: Ecco io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra e ogni albero che abbia frutti portatori di seme; questo vi servirà di nutrimento. E a ogni animale della terra, a ogni uccello dei cieli e a tutto ciò che si muove sulla terra ed ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento. E così fu. Allora Dio vide tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera poi fu mattina: il sesto giorno. Genesi 1, 26-31

Oggi voglio parlare di cibo. Sono sicura che a tutti piace mangiare, ai bambini come agli adulti. Siamo fortunati, e a volte lo dimentichiamo, perché qui in Occidente quasi tutti mangiamo non solo per necessità ma anche con piacere. Il cibo c’è, anzi c’è dappertutto: il cibo ha riempito ogni buco della giornata e dello spazio pubblico. Nei paesi europei non c’è solo abbondanza di cibo, ma eccesso. E chi dice eccesso di cibo dice anche eccesso di consumo e di peso.

Nel racconto della creazione Dio parla di cibo e spiega agli esseri umani cosa ha previsto per il loro nutrimento: “Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero; questo vi servirà di nutrimento” (v. 29). Forse per qualcuno di noi è una sorpresa, eppure è questo l’invito a tavola di Dio: una dieta vegetariana fatta innanzitutto dei cereali e dei frutti che Dio ha creato il terzo giorno.

Nel racconto della creazione la Bibbia non dà una lezione di morale e nemmeno di dietetica! La parola chiave è l’ordine, cioè lo shalom, il modo in cui Dio ordina il caos originale. L’apice di questo ordine è l’essere umano creato a immagine di Dio. Ma egli non è un dittatore o un re sulla creazione, è il collaboratore più prezioso di Dio nel mantenimento della creazione, nella sua salvaguardia. Perciò anche il modo in cui gli uomini e le donne si alimentano conta: per nutrirsi gli abitanti umani della creazione non possono sfruttare le risorse fino a esaurirle, non possono consumare senza ritegno e senza moderazione, non possono sostituirsi a Dio.

Tratto da chiesavaldese.org

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Lo spirito immondo

                                                     riflessione del pastore Gianni Genre
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“Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: il Santo di Dio!”. Gesù lo sgridò, dicendo: “Sta’ zitto ed esci da costui!”  E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Marco 1, 24-26

Questi racconti di esorcismo di cui ci parla l’Evangelo sono davvero superati, sorella e fratello? Cos’è che ti impedisce di essere te stesso? Sono davvero libero di essere me stesso? Che cosa mi influenza, mi condiziona, mi toglie libertà?

Se oggi non parlassimo più di “possessione” ma di alienazione non riusciremmo forse a comprendere questi testi prima di volerli archiviare? L’alienazione che cos’è? Nel 1961, Hannah Arendt, grande pensatrice ebrea, segue a Gerusalemme le 120 sedute del processo Eichmann come inviata del settimanale New Yorker. Da quei reportage nasce uno dei suoi libri più famosi: La banalità del male. 

La banalità del male è quella che impedisce ad Eichmann di distinguere il bene dal male e gli preclude qualsiasi capacità di giudizio. Eichmann è una persona comune, mediocre e superficiale se volete. Ma non è “un mostro”. In lui la Arendt scorge qualcosa che non è malvagità allo stato puro, né semplice stupidità, ma qualcosa di peggio. La peggiore delle cose: l’incapacità di pensare. Si commettono crimini spaventosi in condizioni che impediscono di accorgersi e di sentire che commettiamo il male. L’alienazione è data dal non pensare; il pensiero, l’esercizio libero del pensiero è l’unico antidoto a questa deriva che ci rende persone scisse, alienate, dove dentro di noi c’è “un altro” che ci governa, che orienta le nostre scelte e ce le impone.

Anche nel nostro tempo e nella nostra società, molte sono le fonti dell’alienazione o delle dipendenze: da quelle più conosciute (alcool e droga) a quelle più sottili (la sete di auto affermazione, il risentimento sordo che porta ad uccidere, la progressiva dipendenza dai social network…)

Il testo di oggi ci dice che la Parola di Cristo ci spinge a riconoscere le nostre alienazioni e le combatte. Gesù dice all’uomo e a te come a me: “Guarda, tu non sei più te stesso, sei abitato da una forza malvagia che rischia di governare la tua vita. Che – per dirlo ancora con la Arendt – ti impedisce di pensare da uomo (o da donna) libero. Ci sono forze misteriose che agiscono in te che io posso cacciare se tu mi apri il mio cuore…”
L’esorcismo, da parte di Gesù, infatti, consiste semplicemente nel restituire ognuno di noi ad una vita degna e alla propria libertà, che è l’esercizio del pensare.

Tratto da www.chiesavaldese.org

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