Articolo taggato “libri”

SOLO CON MILLE LIRE

Una giornata al mare-Equipe 84

Cari amici bradipo lettori, dopo un lungo periodo di assenza, (continua…)

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ANCORA LIBRI

Ben ritrovati, amici bradipi lettori. Continuo sul tema libri, ma (continua…)

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I CUOCHI RICICLONI

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Ricette sostenibili da giocare in cucina

“I cuochi ricicloni. (continua…)

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VIAGGIO DI UN LIBRO

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Questa è la storia di un libro – nel senso dell’oggetto – che per (continua…)

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LE STORIE CHE NON CONOSCI

Bersani,Pacifico,Guccini

L’altro giorno è squillato il mio cellulare.

Una ragazza con (continua…)

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FIUMI DI PAROLE (Jalisse)

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Cari amici bradipolettori, se andate nella colonna di fianco e dove c’è (continua…)

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LIBRI

Qualcuno la chiama parodia,

ma è solo un titolo,

(continua…)

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Senza Parole Estate

Non ho l’età

Cari amici bradipo lettori, essendo mio figlio nato nel 1997, dall’inizio dell’anno c’è stata una successione di feste del diciottesimo, cioè (continua…)

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La corda

                          di Giuseppe Rissone

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Immagino che molti di voi amino l’arte, la musica, la drammaturgia, il cinema, la letteratura; alcuni preferiranno i libri ai quadri, i film al teatro, i concerti all’opera. Non è mia intenzione sapere cosa preferite, vi chiedo di spostare lo sguardo su questi temi, ad esempio una cosa è leggere un libro, una cosa è spostarlo… Sin da ragazzo ho amato i libri, “saccheggiavo” le biblioteche alla ricerca di romanzi, saggi e in seguito teologia, sognavo di scriverli, di venderli o più esattamente di farli conoscere e diffondere. Tutto questo non è accaduto, è rimasta solo la lettura di tanti libri, poi circa 10 anni fa nel percorso di avvicinamento alla chiesa valdese, ho avuto l’opportunità di lavorare, prima come volontario poi come collaboratore esterno, nella libreria Claudiana di Torino. Un percorso che mi ha portato ad accettare – inizialmente con gioia – un lavoro presso un grosso magazzino librario. Che bello mi son detto, finalmente tutti i libri nelle mie mani, potrò sfogliarli, sentirne l’odore, sceglierli. Così non è stato, il libro da elemento del sapere è diventato un “peso”, sì l’unica sua essenza era il suo peso in chili, come impilarlo, come scaffalarlo, se il libro era interessante, innovativo, non aveva nessuna importanza. Questo dopo circa cinque anni, mi ha allontanato dalla lettura, non è scomparsa del tutto, ma si è ridotta al lumicino, perchè l’oggetto libro rimandava alle ore trascorse al lavoro, dove mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Cosa esiste di più bello del lavoro delle proprie mani, della nostra fantasia e creatività? Se il proprio lavoro è solo al servizio del profitto – personale e altrui – si scade nella più completa alienazione. Che fare, abbandonare tutto, riprendere il proprio percorso, seppur zeppo d’errori, però il proprio, quello in cui si è costruita la propria vita. Utopia? Follia? No, per me è coerenza, quella che ti permette che tra il tuo agire e il tuo fare ci sia un collegamento stretto, quindi ho deciso di riprendere il mio cammino, ho abbandonato un luogo di lavoro – di cui ho il massimo rispetto, in particolare per chi ci passa 8 ore al giorno – che era esattamente il contrario del mio pensare e agire. La mia è una scelta di speranza, sapete in ebraico il termine “speranza” significa corda, io ho deciso riannodare il mio progetto di vita, una speranza non di attesa ma di partecipazione. Tranquilli non vivrò – economicamente parlando – di speranze, ma di questo vi racconterò un’altra volta… Un sincero e gioioso abbraccio a tutti quelli che mi hanno passato la loro corda, facendomi riemergere.

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