@ R e d a z i o n e

La nostra redazione è molto particolare, proveniamo da diverse zone della penisola, dal Piemonte alla Liguria, dalla Lombardia all’Emilia Romagna per arrivare sino al Veneto, distanze cancellate dal web e dal comune intento di realizzare un blog interessante e punto di riferimento sui temi a noi cari. Qui di seguito trovate l’autopresentazione di tutti i redattori… 

Salve a tutti! Sono ehm… Ecco, pronto-prova microfono… (Ah già! Non sono in radio!) Daccapo: Salve a tutti! Sono Enea Solinas. Vincendo la naturale riluttanza a parlare di me (un misto, credo, di timidezza e tendenze centrifughe) svelo il mio profilo, spero il migliore. Probabilmente darò l’impressione di stare un po’ di sbieco. Sono vivo dal 1984… cioè, insomma, sono nato nel 1984, a Torino, dove vivo. Da più di dieci anni faccio parte della relazione, ehm pardon, della redazione di Segn/Ali, la rivista dell’associazione Arcobaleno onlus, che si occupa di tematiche legate alla salute mentale, e da qualche annetto partecipo e in parte organizzo alcune iniziative culturali con l’associazione Arcobaleno, e una rete allargata ad altre associazioni e gruppi, il Circolo Poetico Urbano Orfeo. Usiamo le parole e le portiamo in giro con le nostre voci e i nostri differenti modi di essere come veicoli che ci trasportano verso un’arte relazionale, che ci s-velano al di là di pregiudizi e barriere. L’intento è liberatorio, culturale e politico ed è aperto a chiunque sia interessato. A Segn/Ali, come su Bradipodiario, ci sono giunto sull’onda della passione per la scrittura, con la quale cerco di coltivare interessi, scoprirmi curioso di cose nuove, muovermi verso e con le persone, tra creazioni narrative, riflessioni e appunto poesie. Tra i miei interessi principali vi è certamente il cinema, che un po’ alla volta esploro con nuove o rinnovate visioni e scoperte, e la lettura di qualche periodico specializzato sull’argomento. Un’altra mia passione è la letteratura, e come altri bradipi considero i libri preziosi compagni di viaggio. Tra i generi a cui mi sento più affezionato, di certo c’è la narrativa fantastica, e fantascientifica in particolare; un genere che mi ha sempre suggestionato, prima sullo schermo e poi sui libri, fin da bambino. Pur essendosi allargati i miei interessi e gusti, ancor oggi i viaggi cosmici mi danno lo spunto per la ricerca di “un centro di gravità permanente”, che sia però complementare e compresente, ma distinto, da quello della strada che è “l’unica salvezza”. (Ciò deriva, credo, da un misto di timidezza e tendenze centrifughe, unito “all’amore per le cose fuori dal comune”, come avrebbe detto Philip K. Dick. Ma credo di star esagerando con le citazioni). Ah, dimenticavo: dal 2012, con il gruppo di Segn/Ali, realizzo un programma radiofonico su Radio Beckwith. Anche se avevamo una gran quantità di nomi per la testa, per comodità (nostra e degli ascoltatori) lo abbiamo chiamato Segn/Ali Radio, nel quale a modo nostro proponiamo delle evasioni dallo psicopenitenziario che è in tutti noi, offrendo lo sguardo della follia sulla realtà. Sperando di donare un po’ di poesia e qualche spunto di riflessione su temi che riguardano l’intera cittadinanza. Se all’inizio ho dissimulato fingendo  retoricamente di cominciare una presentazione a voce è per ammettere un poco il mio (reale) imbarazzo nel presentarmi. Nonostante le mie tendenze centrifughe, non sono ancora del tutto patito, ehm cioè… non sono ancora del tutto partito, e non essermi accorto che questo è un testo per il web. Parole scritte come se fossero parlate per dare un po’ di benefica ironia e leggerezza. eneabradypus84@libero.it

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Ciao, mi chiamo Giovanni Gonella, per gli amici Gian. Sono nato a Torino nel 1956, anno dei “bravi ragazzi, tutti poeti” come cantava Miguel Bosè, ma anche l’anno in cui quattro ragazzi di Liverpool iniziavano a suonare insieme per diventare poco dopo i Beatles. È anche l’anno dell’inizio della rivoluzione cubana, ma anche dell’invasione sovietica all’Ungheria. Questo per far capire quali sono i miei due “amori”: la musica e la politica. Musica per i miei trascorsi di musicista dilettante, ma soprattutto per l’attività di speaker nelle prime radio libere e la politica che reputo parte essenziale della vita, se fatta attivamente dalla gente, perché, parafrasando Gaber: “la politica è partecipazione”. Sono sposato dal 1981 con Lucia, conosciuta nel gruppo scout di cui facevo parte. Abbiamo tre figli: Ilaria nata nel 1985, Dario del ’90 e Alberto del ’97, ero un impiegato tecnico presso un’industria aeronautica, ora sono quasi un pensionato… Vivo ad Orbassano dove faccio nuovamente lo scout seguendo il gruppo cittadino per oltre 10 anni e dedico molto del mio tempo libero al volontariato. Ho ricoperto la carica di presidente di COL’OR onlus Piemonte, ramo della omonima ong che si occupa di attività dedicate ai paesi in via di sviluppo, principalmente Kenya e Albania. Nelle varie attività di volontariato ho fatto parte per vari anni, del comitato organizzatore della festa del libro orbassanese, e ad una edizione ho conosciuto “il bradipo”, col quale è nato un rapporto di amicizia grazie all’apertura del blog. Mi considero cristiano per caso, credente per convinzione e questo perché sono cristiano per via del luogo in cui sono nato, se fossi nato per esempio a Rabat sarei mussulmano per caso, ma in ogni caso credente.   

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Mi presento – o almeno ci provo – mi chiamo Giuseppe Rissone, sono nato a Torino nel 1961. Nel 1985 mi sono sposato, Teresa il nome della “fortunata”; nel 1986 è nato il mio primo figlio – Gabriele – nel 1993 è nata Laura. Per circa vent’anni ho svolto l’attività di educatore. Nel 1995, con amici e colleghi ho fondato un Centro Ragazzi nella Circoscrizione 1 della mia città. Il nome fu dato da un ragazzo che seguivo all’epoca: “Centro Ragazzi il Bradipo”. E’ stata un’avventura lavorativa e affettiva fantastica, ricca di gratificazioni e soddisfazioni, che porto con me ancora oggi, grazie al sincero rapporto di amicizia che mi lega con alcuni ragazzi, che hanno “vissuto” quello spazio fatto di relazioni e attività. L’attività è terminata nel 2005! Il nome “bradipo” mi è rimasto appiccicato addosso, tanto da sceglierlo come nome per questo blog! Ho Lavorato nel mondo dei libri, da aprile 2008 sino a novembre 2012, ne ho spostati centinaia al giorno, ora lavoro in tutt’altro settore, in un ambiente sereno e stimolante. Dal 2005 sono membro della Chiesa Evangelica Valdese di Torino, dopo un passato da credente senza chiesa. Questo blog è nato dalla mia passione per la scrittura e per la grafica, già da piccolo sognavo di realizzare un giornale tutto mio. In questo spazio voglio trattare piccoli argomenti quotidiani, che meglio definirei comunitari, quelli che riguardano noi tutti localmente, ma che rischiano di rimanere senza soluzione se non si “pensano” globalmente. Per concludere, la mia filosofia di vita si richiama alla sobrietà, alla lentezza, alla solidarietà; modalità che regalano all’essere umano una vita più serena e permettono di godere al meglio le meraviglie che il Creatore ha voluto donarci. Amo tutto quello che è piccolo, di minoranza, dove le persone si conoscono per nome e non sono uno dei tanti, questo vale anche per il calcio, tifo per l’Entella Chiavari, ma questa è un’altra storia.

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Mi presento, sono Gregorio Plescan, pastore valdese dal 1989. Sono stato pastore a Prali (To), Ivrea, Venezia ed ora a Bobbio Pellice (To). Essendo nato a Milano nel 1960, spesso queste esperienze sono state anche sfide, perché ho abitato in luoghi di dimensioni molto diverse come livelli di “affollamento” e di problematiche – ma anche di possibilità: montagna, turismo, emigrazione. Nel corso degli anni mi sono appassionato a diversi temi: animazione, rapporto tra culture diverse, arti figurative, immaginario sull’al-di-là. Sono credente, ma non penso che la fede possa risolvere automaticamente tutte le questioni della vita; in effetti nella mia esperienza pastorale ho spesso avuto l’impressione che parole come “Dio”, “religione”, “salvezza” ecc. coprano delle idee più complesse e non facili da esprimere: delle scatole vuote che molti riempiono come possono e in vari modi. Per questo ho sempre trovato affascinante il confronto con gli altri, senza pregiudizi ma anche cercando di non farsi determinare da chi alza di più la voce. Nel mondo protestante è spesso stato ripetuto uno slogan a suo modo indiscutibile: “Cristo è la risposta”. Ciò è senza dubbio vero, ma mi sento di controbattere che anche le domande sono altrettanto stuzzicanti, anche quando non trovano risposte chiare: forse quella frase potrebbe essere invertita: “Cristo è la domanda”. E ho sempre pensato che le risposte che noi diamo alle domande di Gesù – ma anche delle persone che incontriamo nella vita – meritino di essere prese sul serio, rispettate, anche se non sempre ci trovano in sintonia.

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guido

Mi chiamo Guido Bigotti, sono nato nel 1970 e abito a Milano. Ho due passioni, la radio e lo sport. Iniziamo dallo sport. Sin da piccolo il mio cuore ha battuto, oltre che per i famosi colori nerazzurri interisti, anche e soprattutto per quelli meno conosciuti, ma non per questo minori, dell’Entella Bacezza Chiavari (Ge), ora Virtus Entella, e per quelli della Pievigina di Pieve di Soligo (Tv), ora Careni Pievigina. Squadre che hanno lasciato il segno nella storia negli anni ’80 nella vecchia e cara serie C. Grande spazio anche alla Radio, quella con la “R” maiuscola. Ho iniziato con Giuseppe questa bella avventura su Radio Beckwith Evangelica con il programma “Amici per la Palla”, nella stagione radiofonica 2006/07. Poi, mi sono lasciato trasportare dall’entusiasmo ed ecco l’opportunità di trasmettere su Radio Città Bollate, il sabato mattina dalle 10 alle 11.30 con “D Come… Dilettanti!” tanto spazio agli sport “minori”, con ospiti in studio e collegamenti telefonici con gli addetti ai lavori. Ho iniziato a fare volontariato quasi per caso, era il 1988 passando vicino all’entrata dell’Associazione Volontaria Croce Verde di Corsico ero entrato per curiosare e chiedere notizie… In men che non si dica ero “arruolato” e sono passati 10 anni quando decisi di lasciare per motivi di forza maggiore. Passò qualche anno e non so come dire ma mi mancava qualcosa… In questo caso però la cosa fù molto fortuita… Passeggiando per Milano mi colpì la vetrina di quel negozio, devo dire che più che la vetrina mi colpì la sua insegna “Altormercato”. Entrai e anche in questo ero stato “arruolato” tra il gruppo di volontari della bottega Chico Mendes. Ma di cosa si tratta chiederete voi… Presto detto… Il Consorzio Ctm Altromercato, è una organizzazione cooperativa costituita da soci botteghe aggregati in un consorzio che esprime la centrale di importazione, di marketing e di distribuzione. E’la prima centrale di importazione del commercio equo e solidale in  Italia, e la seconda nel mondo, per dimensioni e fatturato. L’acronimo Ctm stava originariamente per “cooperativa terzo mondo”. Ecco in breve spiegato il mistero! Ho accettato con molto entusiasmo la proposta di Giuseppe di entrar a far parte della “redazione” di questo blog, non vi parlerò ne di sport, ne di radio, ma delle tante, tantissime realtà, alle volte molto piccole, che si dedicano quotidianamente al volontariato e alla solidarietà attiva.

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Carissimi lettori, partendo dal presupposto che non sono molto brava con le presentazioni, cercherò di essere il più esauriente e il meno noiosa possibile. Sono Laura Rissone, sono nata nel 1983, vivo a Torino e ho terminato nel 2013 il quinto anno de Liceo Socio Psico Pedagogico ora Liceo di Scienze Umane, quindi sono “matura”, da Settembre 2014 sono iscritta al corso di Scienze della Formazione. Non ho particolari ‘hobby’ (anzi, ritengo tale parola alquanto fastidiosa…) ma in compenso amo scrivere, fotografare e ascoltare musica. Per quanto riguarda la fotografia, non ho grandi doti, semplicemente scatto ciò che ritengo personalmente bello e anche ciò che la mia povera macchina fotografica, non professionale, mi permette. In ambito musicale, invece, ho dei gusti abbastanza ‘particolari’, sicuramente diversi da quelli della mia famiglia; preferisco in prevalenza il genere ‘pop rock’, anche se ogni tanto mi capita di cimentarmi in generi totalmente differenti. Fino a qualche tempo fa seguivo un duo veronese, i Sonohra, vincitori nella categoria giovani di Sanremo 2008. Li ho seguiti, nel vero senso della parola, un pò ovunque (grazie soprattutto alla pazienza di mio padre) per circa due anni e mezzo, finché mi sono accorta che la loro musica non riusciva più a soddisfare il mio animo in continua crescita. Nonostante le loro doti artistiche, in poco tempo, sono stati ‘risucchiati’ dal mercato commerciale ed etichettati come classica ‘band per teenager’, etichetta forse non del tutto sbagliata se si considera l’ultimo album, personalmente troppo immaturo e con testi privi di senso. Ho deciso così di fornire loro il tempo per maturare, tempo concesso anche a me stessa e finalmente, pochi giorni fa, è arrivata la notizia dell’uscita del loro terzo album, che promette grandi collaborazioni (tra cui Eugenio Finardi) e testi più impegnati e profondi. Chissà che la mia fiducia e speranza nei loro confronti venga ripagata. Nel frattempo, però, ho scoperto un qualcosa che ha cambiato totalmente la mia visione quotidiana delle piccole cose; Glee, un tv show americano, nato nel 2009, che vede grandissimi e giovani talenti cimentarsi nel rifacimento di canzoni recenti ma anche di anni passati, con grandissimi risultati. Se si cerca sul dizionario, letteralmente la parola Glee significa allegria, ed è sicuramente la traduzione più azzeccata. Dodici ragazzi di un liceo dell’Ohio cercano di affrontare le problematiche più dure della vita cantando e provando a realizzare il sogno di vincere il campionato nazionale di canto corale. Credetemi se vi dico che ogni volta che mi fermo a guardarlo, che sia anche la cinquantesima volta, ogni parte del mio corpo s’inebria d’allegria! Lo consiglio proprio a tutti, indipendentemente dalla vostra età! Un’altra cosa che adoro fare con tutto il cuore è scrivere; è la mia valvola di sfogo, perfetta arma d’evasione dalla realtà. Non definirei la mia capacità di scrittura una dote, ma sicuramente è una delle cose che so fare meglio, forse solamente perché mi piace. Dopo ciò, direi che altro da dire non ho, bene o male la mia personalità è parzialmente racchiusa in queste righe. Forse solo una cosa ho dimenticato di dirvi; sono una continua sognatrice, di quelle ad occhi aperti e chiusi. Sogno per strada, di notte, di giorno, davanti alla televisione, leggendo un libro e ascoltando la musica. E di una cosa sono fermamente convinta; le persone negative come me non è vero che non sperano o non sognano, anzi. La negatività è solo questione d’apparenza, una prevenzione che a volte è anche una bugia; cerco di non crearmi false speranze e di nascondere il tutto dietro una grande, grandissima negatività, ma dentro al mio cuore c’è un mondo intero fatto di desideri e di sogni che non dorme mai, è sempre acceso e mi aiuta ad andare avanti, anche quando la realtà mi dice chiaramente che la strada da percorrere è tortuosa. Detto questo, spero tanto che siate ancora svegli e che non vi siate addormentanti durante la lettura di queste povere righe.

Oplà, mi presento, sono Max Cambellotti, uno degli amici nonché compagno di fede dell’ideatore di questo blog lento, sobrio e solidale e – modestamente – così mi sento anch’io. Sono nato a Torino nel 1963, in pieno boom economico (ma chi se lo ricorda più?) un’epoca in cui molti neonati si chiamavano Massimiliano e io non potevo fare eccezione… Scolaro secchione alle scuole elementari, alle medie ho capito che si potevano anche ottenere risultati più modesti diminuendo il tempo da dedicare allo studio; alle superiori tale regola – visto che funzionava benissimo ! – l’ho applicata in modo sempre più metodico fino a sfiorare la bocciatura e l’abbandono scolastico: se avessi perseverato su questa linea a quest’ora sarei probabilmente più ignorante ma più ricco e con molti più anni di contribuzioni INPS a mio vantaggio. Cosa mi piace? Praticamente tutto, mi affascina il mondo e tutto quello che ancora non conosco e questo fa di me un individuo pericolosamente incostante e dispersivo. Mi interessa lo studio della natura e ho preso una laurea in scienze agrarie perché – modestamente – volevo risolvere il problema della fame nel mondo; ora so coltivare l’orto anche se non così bene come ho visto fare dai contadini; mi piace la musica e per qualche anno ho studiato pianoforte e organo elettronico: così ho anche suonato per un po’ in una band e facevamo cover di R&B, gli anni più spassosi… poi ho cantato per vent’anni nel Coro Valdese. Ho fatto un sacco di lavori diversi, soprattutto quelli ruspanti e faticosi e mi sono sempre chiesto perché i lavori più ingrati sono anche quelli peggio pagati. Tra le cose più interessanti, divulgatore scientifico per le scuole ovvero belle passeggiate in collina con i bambini a spiegare perché è importante conoscere e amare il nostro ambiente, poi capo squadra in una impresa di riassestamento forestale, ho fatto anche il giardiniere, il compilatore di enciclopedie e l’invasettatore di miele e marmellate. Ah, cosa importante, sono papà di Gaia, il tempo dirà quale effetto educativo avrà un padre non completamente allineato. Mi sono comunque accorto che insegnare ed educare insegna un sacco di cose anche a chi lo fa. Ora sono magazziniere alla casa editrice Claudiana, il lavoro mi piace perché è vario, un po’ al computer e un po’ su e giù per gli scaffali a sistemare i libri; e i colleghi sono molto umani. La mia vera passione però è il disegno e la pittura (i bradipi del blog li ho disegnati io), passione ereditata da mio nonno il quale riuscì a mantenere moglie e tre figli solo dipingendo. forse erano altri tempi ma ancora non capisco come abbia fatto. Ad ogni modo dopo il lavoro in magazzino arrivo a casa e lì comincia il lavoro da pittore a volte fino a sera tardi (c’è parecchio sonno arretrato). Cosa non mi piace? Le dinamiche finanziarie (sono riuscito a dare ben tre esami di economia senza aver capito niente), la prepotenza, la malafede e comandare gli altri: per fortuna quando ero caposquadra tutti sapevano più o meno cosa fare e uno dei pochi ordini che davo era: “basta ragazzi è ora di tornare a casa!” ma anche in quel caso non tutti mi davano retta; ah, non amo neppure parlare di me e quindi ho fatto molta fatica a tirar fuori tutto quello che ora state leggendo. Infine quali conclusioni posso trarre? A volte non capisco dove stia andando la mia vita, mi sembra un collage di tante esperienze slegate l’una dall’altra, dalle quali mi pare impossibile ottenere un quadro comprensibile e coerente. Trovo conforto nelle parole di Isaia 43: “Così parla il Signore (…) Non temere perché ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome, tu sei mio”.

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Ciao a tutte/i! Mi chiamo Antonino Di Bella, sono nato nel 1964, abito a Chiavari, sono cattolico e operaio metalmeccanico seppur non di sinistra! Mi considero “un osservatore autodidatta dell’informazione” visto che dall’età di 11 anni, era il 1974, ho seguito la nascita delle prime radio e tv libere anche col supporto del mensile Millecanali, di cui conservo il numero “zero” e le prime uscite. Attraverso la rivista, vera bibbia “laica” per gli appassionati del mondo dei media, ho visto il trasformarsi delle emittenti sia  quelle estere che  quelle locali nei network attuali. Il mio interesse si è spostato nel settore della politica, del sociale e del mondo del lavoro e considero un’ingiustizia che nei talk show ci siano sempre gli stessi “addetti ai lavori” o specialisti” (giornalisti, politici, sindacalisti, opinionisti, ecc…) a parlare dei nostri problemi e quasi mai noi! Accolgo con gioia l’appello del mio amico Giuseppe – con cui divido la fede per la mitica Entella - di raccontarvi storie e curiosità dal mondo dell’etere, con l’augurio che siano d’interesse per i lettori di bradipodiario!

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Mi chiamo Umberto Scopa, sono sposato con Rossella e vivo a Ferrara dove sono nato nel 1964. Mi sono laureato in giurisprudenza, poi dal 1993 al 1997 ho fatto la libera professione di avvocato, dal 1997 ad oggi ho lavorato in vari servizi del Comune. Benchè tutto questo mi procuri da vivere nel tempo ho scoperto altre cose che hanno il potere di farmi sentire vivo: la pittura, il disegno, la scrittura, in tutte le forme possibili in cui possono esprimersi. In particolare ho scritto quattro romanzi brevi, tutti inediti. Uno di questi – dal titolo “La supplenza”- ha vinto il primo premio al concorso “Artisti con il cuore” svoltosi a San Remo nel 2012. Gli altri tre sono “Il grande boato”, “Embargo” e “Guscidinoce”. Ho collaborato con la rivista Web Stivalebucato scrivendo articoli umoristici e attualmente collaboro con questo blog dove ho pubblicato e pubblico periodicamente articoli umoristici ascrivibili a diverse rubriche fisse da me create. Una è “Pellicole introvabili” che raccoglie mie recensioni di film prodotti da una immaginaria casa cinematografica (la Paramatt; le trame che racconto sono di mia invenzione e trasfigurano a piacimento la realtà in cui viviamo (i titoli sono di solito parodie di titoli di film famosi). L’altra rubrica è “Cronache del Rocambolenco Football club” dove racconto le mirabolanti avventure di una squadra di calcio molto molto sgangherata e divertente e ultimamente ho creato “Il Bugiardino” e le vignette “Esc” e non intendo fermarmi.. In passato ho collaborato con la rivista Web “Terza pagina” e saltuariamente con la rivista “Rosebud” dove ho  pubblicato e pubblico scritti di saggistica, libraria e cinematografica. Ho pubblicato sulla rivista cartacea Fumettomania un corposo articolo sul ciclo delle Fondazioni di Asimov dal titolo “Guida spericolata nel ciclo delle Fondazioni di Asimov” e uno altrettanto voluminoso riguardante la serie di fumetti della Marvel “Civil War”. Ho scritto una saga umoristica a puntate dal titolo “Comicodissea nello spazio”. Ho realizzato una raccolta di miei racconti umoristici dal titolo “Il racconto perfetto e altri racconti”. Poesie:Alcune di queste le ho scritte per una mia raccolta dove sono stampate su fogli di carta da acquerello e illustrate da me con figure astratte acquerellate. Ho realizzato un’altra raccolta di mie poesie dal titolo “L’altro verso delle nuvole” dove le poesie sono trascritte sulla carta con un vecchia macchina da scrivere e illustrate da fotografie di nuvole fatte da me. Ho scritto un poemetto satirico in versi palindromi dal titolo “Alla bisogna tango si balla” con note in calce per agevolare la lettura. Anche una mini raccolta poetica dal titolo “La silloge degli oziosi perché”. Ho scritto una breve guida storica della città di Ferrara con frequenti digressioni umoristiche dal titolo “Tutti figli di Niccolò”. Ho realizzato un’opera grafica non poco impegnativa ispirata al romanzo “I miserabili” di Victor Hugo, trascrivendo a mano passi del romanzo prelevati in corso di rilettura e da me ritenuti particolarmente significativi; li ho poi corredati di illustrazioni con miei disegni talora frutto di associazioni di pensiero molto libere. Ho realizzato un’opera antologica di oltre 200 pagine che raccoglie una mia selezione di poesie numerosi celebri autori, trascritte tutte a mano, illustrate con miei disegni ispirati agli autori presenti e apportando decorazioni con motivi improvvisati ad ogni pagina. L’originale del libro quaderno che contiene la raccolta è stato costruito da me manualmente per intero – dalle cuciture dei fascicoli alla copertina – nella legatoria Antolini di Ferrara sotto la paziente assistenza del titolare. Ho realizzato una raccolta di miei scritti di riflessioni e osservazioni naturalistiche e divagazioni sociali dal titolo “Cronache del Po di Volano”. Ho scritto due novelle grafiche inedite: una dal titolo “L’ultima corsa”, l’altra di fantascienza dal titolo “Fetix”. Ho realizzato strisce a fumetti in bianco e nero di una serie dal titolo “Diario di un futuro serial killer”. Ho realizzato diverse tavole in formato A4 a colori, contenenti brevissime storie autoconclusive di mia invenzione, a fumetti, acquerellate. Ho realizzato un catalogo di alcuni miei dipinti e disegni corredati da mie note e commenti. Curo in modo metodico quaderni di viaggio che arricchisco ad ogni tappa di nuove note, esperienze, pensieri, e disegni di cose viste o immaginate. Recentemente ho raccolto tutto, o quasi, quello che ho sopra elencato in un unico sito che è umbertoscopa.com  

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Sono Silvia Facchinetti… Mi capita spesso di dovermi presentare, anche in forma scritta, ora che ci penso. E ho ormai da parte una serie di modelli di presentazione di cui questa voglio che sia un collage. Perché esistono probabilmente infiniti modi di presentarsi. Queneau direbbe: come infiniti sono gli stili, che la ricchezza della lingua ci permette, per raccontare una stessa storia. Allora questa voglio che sia una presentazione un po’ buffa e un po’ confusa, che dica qualcosa ma non troppo. Perché spero che la rubrica “Dentro ogni anima c’è un balcone” sia per tutti i lettori e le lettrici del Brapidipodiario il modo più lento e interiore per conoscermi. Con delicatezza, pazienza, piccolezza e profondità. Esteriormente parlando mi presento come una ragazza alta, classe ‘86, laureata in Storia per passione e funambola del lavoro precario per necessità. Ho da poco terminato il mio anno di sostituzione maternità al Collegio dei Geometri (che qui saluto e ringrazio!) e sto per “buttarmi” in una nuova avventura, ovvero come animatrice del progetto Co7 della Chiesa Valdese di Torino. Gastronomicamente parlando vanto il titolo di fogna, perché non c’è niente che non mi piaccia a parte le rane e le lumache (che a dire la verità mi sono sempre rifiutata di assaggiare!). Sono inoltre amante dello slow food, nel senso che mi piace mangiare con lentezza e finire a ogni costo quel che ho nel piatto. Letterariamente parlando sono una calvinista nel senso che ho adorato Italo Calvino, come Pavese, Montale, Erri De Luca. Ora amo qualsiasi bel romanzo mi faccia vivere dalla parte e dalla storia di un altro. L’ultimo libro che ho adorato è “La bellezza delle cose fragili” di Taje Selasi. Filmograficamente sono stata una fan sfegatata di Ken Loach e Lars Von Trier e poi mi sono data a registi più “leggeri” come Tarantino e i fratelli Coen, anche sei miei film preferiti rimarranno sempre “Balla coi lupi”, “Forrest Gump” e il più recente “Ogni cosa è illuminata”! Teologicamente ed ecclesiasticamente parlando sono sempre calvinista, questa volta nel senso di protestante evangelica, come altri redattori di questo blog, miei fratelli di chiesa. E sono anche la prima “vera valdese” della mia famiglia, a volta mi piace piuttosto considerarmi una nomade dell’evangelismo italiano, avendo frequentato fin da bambina diversi contesti comunitari. E quindi su questo blog ci sono finita grazie a un incontro e grazie, ancora una volta, alla mia chiesa. Ringrazio qui Giuseppe Rissone per avermi proposto questa collaborazione e Max Cambellotti per stupirmi e onorarmi mettendo a disposizione il suo talento. Cari lettori e lettrici di Bradipodiario, sappiate che nel mio balcone c’è la parte più vera e più scoperta di me. Leggetemi con lentezza. Con affetto, Silvia.

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Nel corso della vita di bradipodiario, alcuni redattori hanno dovuto interrompere la loro collaborazione, con l’augurio che questa sia un’interruzione temporanea e non definitiva, abbiamo deciso di non cancellare i loro nomi e/o le loro presentazioni e inserirle in coda ai redattori attivi.

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Alberto Celin: ha curato per il nostro blog le rubriche Ascoltare per vedere, Bradipomultimediale e Un bradipo nella rete ora denominato Il Bradipo Web. Ha collaborato con il sito e movimento Pellisintetische.

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Ciao a tutti, il mio nome è Cinzia Cambareri e vivo a Torino dove sono nata nel ’75 e dove mi sono laureata in Lettere. Ho avuto la fortuna di svolgere quasi sempre lavori che ho amato molto: “svezzata” a 19 anni da una collaborazione con un famoso premio letterario, mi sono formata come correttrice di bozze presso una casa editrice giuridica  torinese. Ho poi collaborato con altre case editrici anche come redattrice, su testi di arte e di letteratura per le scuole superiori. Un altro lavoro interessante e fortemente formativo, in un ambiente estremamente stimolante, è stato per me il teatro: per circa dieci anni mi sono occupata di organizzazione e segreteria per la compagnia Stalker Teatro di Torino. Adesso sono anche mamma di due bimbi! Sono appassionata di lettura, teatro, cinema e musica e m’impegno a  scovare spettacoli in giro per la città o libri meno pubblicizzati dai media, ma non per questo meno interessanti! Sono convinta che cercare, selezionare, vedere, leggere molto e provare a conoscere ciò che a volte non sembra essere nelle nostre “corde”, ci dia la chiave per  vivere meglio anche le nostre relazioni sociali, perché l’attenzione, come ci insegna il finale del bel film di Luchetti “La scuola”, è caratteristica fondamentale per percepire cosa ci capita attorno ed evitare di farsi sfuggire opportunità e nuovi incontri.

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Mi chiamo Loretta Junck sono nata a Romagnano Sesia nel 1943, e sono un’insegnante in pensione. Ho insegnato materie letterarie nella scuola media, poi per otto anni ai corsi per lavoratori (150 ore), esperienza bellissima e importantissima sia dal punto di vista umano che professionale, infine italiano e storia negli istituti tecnici. Il rapporto con i giovani mi ha molto arricchita, è stata la cosa migliore del mio lavoro e ogni tanto mi manca un po’. Nonostante il considerevole numero di anni che mi trovo sulle spalle, ho ancora voglia di mettermi alla prova, di rapportarmi con le persone, di lavorare con gli altri. E quindi, oltre a coltivare gli interessi che ho da sempre (la lettura, il cinema, i viaggi, le passeggiate all’aria aperta…) ho con il tempo accettato una serie di impegni, a livello di volontariato o quasi, in diversi campi. Da un paio d’anni faccio parte del gruppo di lettura del Premio Calvino, oggi considerato il più prestigioso premio letterario per narratori esordienti; poi mi occupo dello sportello SOS Corruzione legato al sito Signori Rossi creato da un gruppo di giovani torinesi sul tema della legalità, e infine collaboro con ToponomasticaFemminile, gruppo che si è formato su Facebook, su impulso di un’insegnante romana, per ottenere dalle amministrazioni dei comuni un incremento delle targhe stradali dedicate a figure femminili. Proprio attraverso il sito di Toponomastica mi ha contattata Giuseppe Rissone, che aveva conosciuto il gruppo leggendo un articolo su di noi sul settimanale delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi Riforma ed era interessato al nostro lavoro in Piemonte e in particolare nelle valli valdesi. Il nome del blog, ironicamente azzeccato in questi tempi di frenesie insulse, mi ha attratta e incuriosita. Ho poi conosciuto personalmente Giuseppe, con cui ho avuto una piacevole chiacchierata nella sede delle attività giovanili della Chiesa Valdese a Torino, a dieci minuti da casa mia. E allora eccomi qui, a fare un pezzo di strada insieme a Bradipodiario



One Response to “@ R e d a z i o n e”

  1.   SoledadNeapy Says:

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