A SUON DI LIMERICKS

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Per questa puntata prenatalizia di Acronomie ripesco con piacere la forma poetica del limerick, filastrocca giocosa e ironica (spesso non-sense, ma non sempre), di origine anglosassone. In Italia è stata resa nota soprattutto dall’indimenticato Gianni Rodari. Invece di personaggi o caratteri ho scelto un filo conduttore sonoro, decidendo di comporre limericks che abbiano dei suoni come protagonisti. Vi ricordo le regole dei limerick: si compone di 5 versi. Il primo presenta il protagonista, il secondo ne indica una qualità o un predicato, il terzo e quarto lo sviluppano, il quinto chiude il cerchio in modo più o meno ironico. Tendenzialmente primo e secondo verso rimano tra loro, così come terzo e quarto. Il quinto riprende la rima iniziale se non addirittura, per i più rigorosi, si concludono con le medesime parole confermando il carattere del protagonista, così sbozzato.

Ho udito una volta un suono timido

come un passo su un terreno umido.

Per curiosità, l’ho ascoltato piano piano

Sentendomi coinvolto, ho teso la mano

A quel che sembrava un suono timido.

M’è capitato d’incontrare un suono peculiare

registrato e diffuso da qualche strano affare.

Non seppi dire di quel suono la vera fonte

ma quando udendolo mi s’imperlò la fronte

riconobbi la mia voce col suo suono peculiare.

Nella notte, improvvisamente, udii un rombo

di soprassalto, caddi giù da uno strapiombo

invece ero sul letto: uno spiacevole malore

si fuse col motore di un tardo disturbatore

che ruppe il mio riposo col suo incivile rombo.

Uno squillo, un campanello? No, un fischio

mi svegliò, ed evitai un gran brutto rischio!

La persona che mi avvisò, or vado a baciare

sotto il vischio sulla porta, prima d’entrare

e accogliere chi amo e mi svegliò col fischio.

Cari bradipo-lettori amanti dei giochi di parole, potete postare qui sotto i vostri limericks.

Come avete notato sono stato abbastanza logico e ho cercato comunque di dare e dire qualcosa di sensato. Non è obbligatorio ovviamente, così come siete liberi di scegliere un protagonista diverso e non attenervi al filo conduttore dei suoni.

Se ho scelto di scrivere limericks a partire da suoni è per ricordavi anche oggi l’evento che avrà luogo il prossimo giovedì 15 dicembre presso la sede dell’associazione Arcobaleno, in via Virle 21 a Torino. Una performance musicale del laboratorio di suoni “Polifonia” di cui faccio parte. Suoni diversi uniti in un ensemble, che come ricordato nella rubrica Attraverso lo specchio di giovedì scorso affronterà un viaggio spaziale a base di musica e fantascienza.

Siete i benvenuti!

ENEA SOLINAS 

eneabradypus84@libero.it              



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