FINALE DI RUBRICA

Whaam—zum! Ten, nine, eight, seven, six, five, four… Eccoci giunti alla fine di quest’annata di Attraverso lo specchio. Negli ultimi mesi abbiamo fatto un bel po’ di giri nelle galassie, tra cinema, fumetti, e autori di fantascienza.

Avevamo incominciato con un discreto menù, nella prima puntata di ottobre, promettendo gran varietà di gusti.  

C’è da dire che questo ristorante è specializzato in fantascienza e affini. Per il prossimo anno, avrei qualche idea per spaziare ancora di più, passando dall’iperspazio al concetto stesso di cosmo. Non voglio aggiungere molto altro, perché non so ancora quanto chiare siano queste idee. Nello spazio profondo domina la materia oscura, che rappresenta il 90 per cento della massa dell’universo. Così ci dicono scienziati ed astrofisici, ma non sono sicuri su molti punti che la recedente frase sembra, nella sua lineare logica, dare per scontati.

Questo potrebbe rappresentare un nuovo indizio su ciò di cui ho intenzione di focalizzarmi dopo il salto nel varco spaziotemporale estivo (leggi: nelle acque del mare…) Ovvero: non più descrivere o raccontare e recensire, ma a scrivere di fantascienza e fantastico. No, non ne approfitterò per buttare pubblicare dei miei racconti (o forse sì, anche, chi lo sa?). Ma vorrei far parlare il dizionario, quell’opera di natura enciclopedica che parte dai lemmi e ricostruisce un immaginario (a cui inevitabilmente sono legati anche autori, libri, film, eccetera).  

Per il momento, visto che l’estate si avvicina, qualcuno pensa alle vacanze (che farà spostandosi geograficamente o solo col pensiero), ricordandoci che andare in vacanza significa anche essere un po’ vacanti, vuoti, mi limito a citare diversi nomi famosi (più o meno pop) che rimandano all’immaginario.

Discovery: avendo parlato di astrofisica e di scienze esatte, non potevo non cominciare dalla “scoperta” , la discovery, che è stato sia il nome di vere missioni della NASA (e di uno dei gloriosi shuttle, sia il nome della famosa astronave pilotata da HAL 9000 nel film di Stanley Kubrick (e nel libro di Arthur C. Clarke). E mi verrebbe da dire che la scoperta presuppone una ricerca, che è un termine che non è limitato all’empirismo scientifico o alla tecnica. Ma è pure un termine legato alla filosofia e a somme forme di esperienza umana, là dove la “scoperta” può essere sinonimo di meraviglia e stupore. Là dove la macchina smette di essere una macchina, si meraviglia del mistero dell’universo, erra, sa di errare, ha paura di ammetterlo perché l’uomo (diventato come Dio) l’ha creata per non errare. Ma HAL 9000 ha paura, si emoziona, è diventato come un bambino, dotato di un’anima. Sarà la fine e la rinascita dell’umanità che risplenderà nel cosmo come un feto astrale…

La scienza e la realtà sociale che la determina e che da essa viene determinata dovrebbe ricordarsene più spesso. Dovrebbe rivolgere lo sguardo alla fantascienza (o alla follia), forme legate intimamente al mito e alla poesia. Come ebbe a dire Umberto Eco: «la buona fantascienza è scientificamente interessante non perché parla di prodigi tecnologici, ma perché si propone come gioco narrativo sulla essenza stessa di ogni scienza, e cioè sulla sua congetturalità».

Enterprise: quest’altro nome forse ancor più famoso e sicuramente pop (l’astronave di Star Trek), indica una “iniziativa”, indicativo di quel connubio tra spirito d’avventura, ricerca interplanetaria, volontà positivista di risolvere conflitti e illogicità, con lo spirito di squadra, simbolo delle virtù democratiche degli esseri umani. Concetti enormi, raccontati con più o meno retorica (made in USA) e con risultati alterni sul piano delle invenzioni. Ma al di là delle retoriche messe in gioco, che non vanno certo tralasciate, “iniziativa” assume un carattere certamente politico. Da un lato l’individuo, i suoi bisogni, le sue paure o limiti, dall’altro l’universo o cosmo, cioè il mondo. certo un’iniziativa può essere personale, anche autoreferenziale. Può essere economica o culturale, o tutt’e due. Ma iniziativa è anche qualcosa che inizia. Porta ad una ricerca, che può essere retrospettiva, introspettiva, avveniristica o appunto misterica; in questo caso sarebbe meglio parlare di iniziazione.

Comunque ad un nuovo inizio. Come quello che sembra essere apparso in quest’ultimo finale di rubrica…

Ne riparleremo, penso, l’anno prossimo!

Buona estate a tutti e godetevi il viaggio (oltre lo specchio)!

Three, two, one… Lift off! Enea Solinas Qui tutti gli appuntamenti della stagione 2015/2016



2 Commenti to “Attraverso Lo Specchio”

  1.   Charlescap Says:

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