Bisogna correre, agire, produrre, consumare, essere all’altezza degli standard sociali. In queste poche parole si può riassumere la "proposta di vita" della nostra società. Se ci pensiamo bene questo è un ritmo che non ci appartiene, imposto da un sistema che valuta le persone per le loro performance, per la loro capacità di saper sfruttare al meglio il proprio tempo. La nostra società negli ultimi decenni ha subito tante trasformazioni, ma sul tempo ha mantenuto dei punti fermi: massimizzazione dei profitti. La tecnologia ha quasi totalmente annullato i tempi morti. Spendiamo i nostri giorni in una società che promette tempo e invece il tempo lo consuma banalmente. Non c’è tempo per la memoria, per ricordare, per rielaborare il vissuto. Il tempo corre tiranno in una società dove tutto viene vissuto con ritmi accelerati e attendere significa perdere tempo. Che il movimento sia interrotto dalla sosta, che le parole siano minacciate dal silenzio, che il fare sia costretto a lasciare il posto al pensare: tutto questo sembra un inutile perdita di tempo. Perché attendere, basta una telefonata, possiamo ottenere tutto con comode rate… una cultura che valorizza il presente a scapito del futuro, di un mercato che ti affascina con l’offerta di un prestito e ti convince che tu puoi comperare qualsiasi cosa anche se non hai i mezzi. I desideri si riducono così a bisogni da soddisfare nell’immediato. E’ una nuova schiavitù quella che vincola tutti coloro che accedono a prestiti e sono costretti a vendere il proprio tempo futuro per pagare ciò che hanno consumato nel presente. La sequenza nasci, consuma, crepa, rischia di essere una terribile verità di cui non ne siamo assolutamente consapevoli!

 

La scelta

 

Stanco fino alle ossa

non so se la gente non possa

ma io piano piano, ne voglio uscire

non voglio più starvi a sentire

il mio corpo sta molto male

quello che mi circonda più nulla vale

Ma poi improvvisamente qualcosa ti fa

rimanere fermo

come se tutto girasse intorno

allo stesso perno

forse è l’amore, non quello casuale

ma quello che al mattino non ti fa

sentire male

Non cerco l’isola felice che non esiste

ma qualcosa che mi renda meno triste

già dimenticavo il mio splendido amore

ma cresce meglio in terra senza dolore

Sempre si crea il momento della scelta

ma non deve avvenire per forza alla svelta

vorrei un attimo capire quello che si può fare

non mi sembra il caso in questo momento

si possa regalare

Non la solita fuga, per il solito estremo

ma un luogo che siamo sicuri che ameremo

non ci può essere una mano che ti ferma

che ti butta in fondo, in questa solita melma

omologazione grido di battaglia

cambiare in modo strano, per poi essere in riga

sulla soglia

Io voglio avere ogni giorno la forza della scelta

ma non è poi così facile, non è poi così molta

ora però sono più leggero

ma facciamo attenzione, che tutto diventi vero



3 Commenti to “NASCI, CONSUMA, CREPA!”

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